Domani alle ore 11:00 nella via Giacomo Medici in Milazzo si terrà la seconda campagna contro il femminicidio, un'iniziativa promossa nel territorio mamertino da Barbara La Rosa, responsabile del terzo settore del PSI e referente del progetto "Non ti amo da morire", campagna di sensibilizzazione contro il femminicidio. Un progetto importante atto alla difesa dei diritti e delle pari opportunità.
Saranno presenti anche Pasqualino De Mattia, ideatore nazionale della campagna e la squadra del PSI con i candidati consiglieri Giuseppe Foti, Daniele Maio, Francesca Sciotto, Mondello Giuseppe, Salamone Simona, Amante Esmeralda, Pagano Serena etc.
Nel corso della campagna verrà effettuata la vendita dei gadjet che serviranno al finanziamento di uno sportello nazionale per le donne che subiscono violenza e progetti/iniziative locali. (Es. Corsi nelle scuole e sportelli d'ascolto)
In un intervista concessa da Barbara La Rosa, la capolista ha sottolineato, come alle parole devono seguire le giuste direttive politiche e sociali, come solo un impegno forte e costante può aprire nuovi scenari nel panorama locale e nazionale, atti a mutare una cultura non all'altezza delle aspettative; ha evidenziato come in tutti noi c'è una forte preoccupazione per l'elevata prevalenza della violenza nei confronti di donne e bambini, italiane, migranti, per l'allarmante numero di donne uccise dai propri partner o ex-partner (femminicidi) e per il persistere di tendenze socio-culturali che minimizzano o giustificano la violenza domestica. Le tracce salienti che hanno formalizzato la condivisione di un progetto, sono esposte nelle seguenti affermazioni:
- La violenza maschile sulle donne non è una questione privata, ma politica, è un fenomeno di pericolosità sociale per donne e uomini, per bambini e bambine.
- Tale violenza maschile non è un fenomeno occasionale, ma un'espressione del potere diseguale tra donne e uomini, di cui il femminicidio è l'estrema conseguenza.
- La chiave del contrasto alla violenza sulle donne in ogni sua forma, sono da ricercare nel cambiamento radicale di cultura e mentalità, nella rappresentanza appropriata delle donne e degli uomini, in ogni ambito della società, nell'uso non sessista del linguaggio, anche di media, al fine di promuovere un rapporto rispettoso e un livello di potere equo tra uomini e donne.
- Nell'intervento delle istituzioni, che non possono lasciare i cittadini e le cittadine solo davanti a un tale fenomeno, siano esse italiane o straniere. Le istituzioni sono tenute a prevenire, contrastare e proteggere con politiche attive coerenti e coordinate, l'intera popolazione con il sostegno delle reti locali a partire dai centri antiviolenza.
In particolare per estinguere il fenomeno, è necessario ascoltare e coinvolgere quanti da anni praticano politiche e culture di genere, nel rispetto della differenza, con risultati importanti, attuando il Piano Nazionale Antiviolenza del dipartimento Pari opportunità. Sul piano locale, favorire un confronto, aperto ad assumere le proprie responsabilità, a porre in essere politiche adeguate e rispettose della dignità e dei diritti umani delle donne.

Nessun commento:
Posta un commento